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Lecce - 11 Ott 2022

Nuove cartelle del Consorzio di Bonifica, Cia Salento: “Annullare i pagamenti”

Agli agricoltori stanno arrivando solleciti relativi al 2018 “per servizi di bonifica mai effettivamente svolti”. Accogli: “Queste cartelle non hanno senso, i Consorzi commissariati non funzionano, sanno solo riscuotere”


Spazio Aperto Salento

In questi giorni, in tutto il Leccese, stanno arrivando agli agricoltori nuove cartelle e i relativi solleciti di pagamento dal Consorzio di Bonifica Ugento e Li Foggi. In molti casi si tratta di somme relative ai servizi di bonifica riguardanti l’anno 2018.

“Questa – afferma Benedetto Accogli (in foto), vicepresidente regionale Cia Agricoltori Italiani di Puglia e presidente di Cia Salento – è una storia infinita e assurda. I Consorzi commissariati non funzionano, non erogano alcun servizio di bonifica dei terreni, non fanno progettazione e programmazione, non danno risposte né sulla difesa del suolo né sulle opere di infrastrutturazione irrigua. Per questo motivo abbiamo chiesto, e torniamo a farlo, una riforma complessiva dei consorzi di bonifica commissariati e l’annullamento del pagamento dei tributi a carico degli agricoltori. Quelle cartelle non hanno senso”.

“Il Salento è un territorio massacrato e devastato dalla Xylella – ricorda Accogli – attualmente, le aziende salentine non hanno reddito e stanno cercando di andare avanti ugualmente, tra debiti e sacrifici. Di tutto questo occorre si tenga conto, non è possibile dimenticarlo”.

L’Organizzazione sindacale degli agricoltori, in poche parole, contesta la procedura relativa al contributo 630 e chiede, ancora una volta, che i Consorzi tornino realmente a funzionare.

“L’utilità e l’assoluta importanza della funzione che i Consorzi di Bonifica dovrebbero svolgere – continua l’esponente Cia – non è condizione sufficiente a giustificare, senza condizioni, il pagamento del contributo di bonifica. Occorre trovare una soluzione concordata delle problematiche pregresse e l’avvio di un percorso comune che veda una nuova e condivisa normazione in ordine alle procedure e all’organizzazione dei Consorzi di bonifica che potrebbe essere utile non solo a livello regionale ma anche a livello nazionale per una nuova stagione legislativa sul tema. Sui territori, infatti, serve una costante azione di forte contrasto al rischio idraulico e per la lotta al dissesto idrogeologico. Non c’è programmazione e i Consorzi non comunicano mai con gli agricoltori, a meno che non sia per chiedere soldi non dovuti, vista la mancata erogazione di servizi che darebbero un senso alla richiesta dei pagamenti. I Consorzi, invece di mandare cartelle, si concentrino su programmi e progetti capaci di intercettare fondi comunitari, nazionali e regionali che consentano interventi strutturali e lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria del territorio”.