Eseguito nella mattinata di ieri, mercoledì 22 aprile 2026, nell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, un intervento combinato di chirurgia ricostruttiva post-mastectomia bilaterale e ovariectomia profilattica su una paziente di 60 anni con predisposizione genetica ai tumori della mammella e dell’ovaio, realizzato grazie alla collaborazione tra la Breast Unit e il gruppo di ginecologia oncologica.
“I test genetici per individuare varianti patogenetiche associate a un aumentato rischio oncologico – si legge in una nota dell’Asl Lecce – rappresentano oggi uno strumento di prevenzione raccomandato, ma solo in presenza di specifiche condizioni cliniche o familiari. In particolare, sono indicati quando ad esempio si registrano casi di tumore alla mammella o all’ovaio in famiglia, soprattutto se insorti in età precoce o in più parenti, oppure in presenza di caratteristiche cliniche particolari. In questi casi, la valutazione avviene attraverso una consulenza oncogenetica, che consente di definire l’effettiva utilità del test e orientare percorsi di prevenzione mirati. Un uso appropriato permette infatti di individuare le persone realmente a rischio, evitando esami non necessari e garantendo interventi efficaci e personalizzati”.
“Il Centro tumori eredo/familiari – dice la dottoressa Elisabetta De Matteis, responsabile de Centro – accompagna ogni donna in un percorso che va dalla consulenza oncogenetica alle scelte terapeutiche, garantendo appropriatezza clinica con particolare attenzione anche agli aspetti psicologici e alla qualità della vita. La presa in carico delle pazienti con rischio genetico richiede un approccio integrato e personalizzato anche per valutare l’impatto sulla fertilità”.
“In casi selezionati – spiegano Salvatore Tondo, chirurgo senologo, e Salvatore Santobuono, chirurgo plastico – la chirurgia di riduzione del rischio consente di diminuire in modo significativo la probabilità di sviluppare un tumore della mammella. Si tratta di una decisione importante, condivisa con la paziente all’interno di un percorso multidisciplinare e consapevole, che integra competenze oncologiche e ricostruttive per garantire anche un adeguato risultato estetico e il benessere complessivo della persona”.
“L’asportazione preventiva di ovaie e tube – aggiunge Pantaleo Greco, direttore Uoc Ostetricia e Ginecologia del Fazzi – rappresenta una strategia efficace per ridurre il rischio di tumore ovarico, patologia spesso silente nelle fasi iniziali. È fondamentale proporre alle pazienti ad alto rischio un percorso strutturato, basato su informazione, dialogo e piena consapevolezza”.
“Questo intervento di chirurgia profilattica – afferma Stefano Rossi, commissario straordinario – rafforza l’impegno di Asl Lecce nella prevenzione e nella medicina predittiva. Investire in questi ambiti significa offrire ai cittadini strumenti concreti per tutelare la propria salute. Complimenti a tutta la squadra per il lavoro svolto”.
In foto: un momento dell’intervento
Da comunicato