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Regione - 09 Lug 2021

Proposta di delibera per vasche drenanti nel depuratore di Porto Cesareo, Pagliaro chiede il ritiro dell’atto

Intervento del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo “La Puglia Domani” e presidente del Movimento Regione Salento  


Spazio Aperto Salento

“Vuolsi così colà dove si puote”: il Governo regionale ha deciso che nell’impianto di depurazione di Porto Cesareo, ultimato ma fermo, si dovranno realizzare vasche drenanti che nessuno vuole e che non si capisce bene a cosa serviranno, se non ad allungare i tempi di una vicenda ambientale a dir poco incredibile.  

Dopo aver giocato al rinvio per mesi, sottraendosi al confronto a viso aperto con il territorio e disertando le audizioni che abbiamo richiesto in Commissione Ambiente, il presidente Emiliano e l’assessore alle risorse idriche Piemontese tirano dritto, alla faccia della tanto decantata partecipazione. E preparano una delibera pronta ad arrivare in giunta, che dispone la realizzazione di tre costosissime trincee drenanti “per consentire di giungere all’attivazione dell’impianto di depurazione entro la primavera del 2022”.

Quindi, un altro anno perso, un’altra stagione balneare senza fogna a Porto Cesareo, che dal 2012 è sotto infrazione comunitaria per inquinamento ambientale. Eppure l’impianto è pronto e collettato, ma bloccato. Senza allacci perché il Governo regionale si è ostinato a negare la soluzione più semplice e logica: concedere l’autorizzazione provvisoria all’entrata in esercizio del nuovo depuratore.

A nulla è servita l’opposizione spontanea e trasversale di maggioranza e minoranza, in Commissione Ambiente, di fronte al nuovo schema idraulico prospettato dall’assessore Piemontese: tre mega vasche capaci di contenere fino a 500 metri cubi al giorno di reflui. Trincee che non possono essere considerate scarico finale, tant’è che in caso di troppo pieno i reflui finirebbero comunque in battigia. Una soluzione bocciata anche dalla sindaca di Porto Cesareo, nella riunione che si è tenuta l’8 giugno scorso. 

Sarebbe bastato autorizzare lo scarico in battigia con affinamento in tabella 4 dei reflui depurati, come abbiamo chiesto più volte, per dare il via agli allacci delle 600 utenze già censite e liberare la comunità di Porto Cesareo da una situazione ormai insostenibile. Quarant’anni di rinvii e rimpalli, di progetti approvati e poi bloccati: dalla condotta sottomarina allo scarico in battigia, ed ora le trincee drenanti.

Ancora una volta Emiliano passa sulla testa del territorio salentino e decide d’imporre ciò che non si vuole. Una prova di forza inaccettabile, che calpesta i cittadini, chi li rappresenta nelle amministrazioni locali e in Consiglio regionale, le associazioni e gli ambientalisti. Perciò chiediamo che questa proposta di delibera venga immediatamente ritirata e si proceda con il rilascio dell’autorizzazione provvisoria che Porto Cesareo aspetta da lungo tempo, per tornare padrona del suo futuro.

Paolo Pagliaro
Capogruppo “La Puglia Domani”