Ambiente - 03 Ott 2026

Tricase Porto, varata a la nuova imbarcazione di Arpa Puglia per il monitoraggio delle acque marino-costiere


Spazio Aperto Salento

È stata varata oggi, sabato 3 settembre 2026, nel Porto Museo di Tricase, la nuova imbarcazione di Arpa Puglia destinata al monitoraggio delle acque marino-costiere della regione. Lunga circa sette metri e attrezzata per le attività in mare del Centro Regionale Mare dell’Agenzia, opererà a partire dal porto tricasino nell’ambito della collaborazione con Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli. La barca consentirà di monitorare la qualità delle acque, quella degli habitat e raccogliere campioni lungo la costa pugliese. Il porto di Tricase sarà la sua base operativa: qui, nella sede locale di Ciheam Bari, lavora già il Centro Regionale Mare di ARPA Puglia.

Alla messa in acqua presenti Vito Bruno, direttore generale di Arpa Puglia; Nicola Ungaro, direttore dell’Unità operativa complessa “Ambienti Naturali” e del Centro Regionale Mare di Arpa Puglia; Valerio Summo, dirigente dell’Unità Operativa Semplice “Sistemi Informativi – Transizione Digitale”, Open Data e I.A. di Arpa Puglia; Biagio Di Terlizzi, direttore di Ciheam Bari; Maurizio Raeli, delegato del Governo italiano al CdA del Ciheam; Michele Tenore, presidente del Parco Otranto-Bosco di Tricase-Santa Maria di Leuca; Antonio Errico, presidente dell’Associazione “Magna Grecia Mare”; Gianfranco Cataldi, responsabile della sede di Tricase Porto di Ciheam Bari; Antonio De Donno, sindaco di Tricase. Don Lucio Ciardo, parroco di Tricase Porto, ha curato la benedizione del natante.

L’IMBARCAZIONE

La barca messa in acqua stamani è un walkaround realizzato appositamente per le attività di monitoraggio in mare. Nella sua creazione sono stati previsti rinforzi idonei a sostenere le attrezzature dei tecnici e degli operatori scientifici subacquei in condizioni di sicurezza. È dotata di radar e di un sistema ActiveTarget 2 a supporto della localizzazione dei sub in immersione.

L’imbarcazione è stata commissionata e acquistata da Arpa Puglia nell’ambito del progetto DARE – Digital Lifelong Prevention, finanziato con risorse del Ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il Piano nazionale complementare al Pnrr. Il progetto promuove tecnologie e percorsi innovativi per la prevenzione e la tutela della salute lungo l’intero arco della vita.

È il primo natante di questo tipo di cui Arpa Puglia si dota per monitorare i circa mille chilometri di costa pugliese. La nuova barca, dotata di una postazione di comando coperta, sarà un vero e proprio «ufficio galleggiante» per le squadre impegnate nel monitoraggio. Farà base a Tricase Porto e, attraverso approdi diversi, potrà raggiungere i tratti di costa interessati dalle attività in tutta la regione.

La sua presenza nel porto tricasino è regolata dall’accordo sottoscritto lo scorso luglio da Arpa Puglia, Ciheam Bari e Capitaneria di Porto di Gallipoli. L’intesa definisce le condizioni di ormeggio e l’utilizzo dell’imbarcazione per le attività istituzionali previste dalla collaborazione tra i tre enti.

DAL FONDALE AI CAMPIONI: IL LAVORO IN MARE

Per le attività di monitoraggio, la barca sarà dotata di sonar a scansione laterale (side scan sonar), che osserva il fondale ai lati del percorso e di ecoscandaglio multifascio (multibeam), che ne ricostruisce profondità e conformazione. Le mappe aiutano a individuare ambienti e aree da osservare da vicino, per comprendere quali comunità di organismi li abitino. Saranno poi gli esperti biologi e geologi, nonchè gli operatori scientifici subacquei di Arpa Puglia, ad analizzare i dati e le informazioni che gli strumenti mostrano.

Un esempio delle attività che saranno poste in essere grazie all’imbarcazione riguarda i prelievi di sedimenti e la valutazione delle praterie di Posidonia. Le praterie di Posidonia oceanica sono un habitat prioritario protetto a livello europeo: ospitano numerose specie e svolgono un ruolo essenziale per gli ecosistemi costieri. Osservarne le condizioni significa dare contenuto alle mappe e seguire lo stato di questi ambienti.

Le prime attività del natante sono già su carta. Tra queste, figura un’uscita nell’area di San Cataldo per il prelievo di sedimenti e biota nell’ambito del monitoraggio dei corpi idrici marino-costieri. La barca sarà impiegata poi anche in Sealife, progetto Interreg Grecia–Italia dedicato alla tutela della foca monaca mediterranea: nell’area tra Otranto e Santa Maria di Leuca sarà utilizzata come supporto per le attività di esplorazione delle grotte marine potenzialmente idonee alla specie e installare fototrappole che possano rilevarne l’eventuale presenza.

La foca monaca è una specie rara e protetta: le recenti segnalazioni lungo le coste pugliesi rendono importante capire quali luoghi possa frequentare e come proteggerli senza disturbarla. SEALIFE è coordinato dal Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase e riunisce partner italiani e greci. Il primo incontro dei partner si è tenuto proprio nella sede di Tricase Porto del Ciheam Bari, collegando questo luogo a una collaborazione fra le due sponde del mare.

Tali attività a connotazione tecnico-scientifica, permetteranno, altresì, al personale della Capitaneria di porto – Guardia Costiera un più agevole accesso ad una serie di informazioni in modo sempre più tempestivo e qualificato sulla qualità delle acque e degli habitat marini, agevolando l’espletamento dei propri compiti istituzionali di vigilanza e controllo per la protezione del mare e delle coste, la prevenzione dell’inquinamento e la salvaguardia degli ecosistemi marini.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da comunicato