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Cariati - 20 Nov 2022

Un ricordo di monsignor Eugenio Raffaele Faggiano nel 35° anniversario dell’apertura della causa di canonizzazione

Sempre vivo il ricordo della sua figura e dell’intensa attività pastorale nella Diocesi di Cariati, guidata dal grande presule salicese dal 1936 al 1956.  Il 20 novembre del 1987 fu avviato il processo informativo diocesano per la sua canonizzazione  


Spazio Aperto Salento

Il 20 novembre di 35 anni or sono (1987) si apriva a Cariati, nella Cattedrale San Michele Arcangelo, il processo informativo per la canonizzazione di monsignor Eugenio Raffaele Faggiano, passionista nato a Salice Salentino il 28 gennaio 1877, che fu vescovo della Diocesi di Cariati dal 1936 al 1956. Vogliamo ricordare quell’evento, importante non solo per la Chiesa calabrese, ma anche per l’Ordine dei Passionisti di Puglia, Lucania e Calabria, e per la cittadina di Salice, che si onora di avergli dato i natali. L’apertura del “processo” fu preceduta da un incontro culturale sulla figura e l’opera dell’indimenticabile vescovo salentino, che si svolse anch’esso nella Cattedrale di Cariati il 14 novembre dell’87 e fu organizzato dall’Associazione “Civitas Cariatensis”,  presieduta all’epoca dal professore Romano Liguori, in collaborazione con la comunità parrocchiale di Cariati Centro e con i Padri Passionisti. Vi presero parte l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina , monsignor Giuseppe Agostino; don Ciccio Rizzuti, vicario generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati; padre Antonio Perrone, missionario Passionista; la professoressa Maria Mariotti, presidente della Deputazione di Storia Patria per la Calabria; il professore Romano Liguori, socio della stessa Deputazione e promotore dell’iniziativa, che tenne la relazione introduttiva, tracciando un  lucido profilo di Faggiano come “uomo del nostro tempo”. Molto interessante fu l’intervento di Mariotti, storica del cattolicesimo in Calabria, che dissertò sulla pastoralità di monsignor Faggiano nel contesto storico, sociale e religioso in Calabria, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta. Don Ciccio Rizzuti, che fu collaboratore di monsignor Faggiano dal ’46 al ’56, parlando del “suo” vescovo, mise in evidenza due aspetti della sua personalità: quelli di “realizzatore coraggioso” e di “profeta severo e inquietante”, ricordando che Egli aveva sposato Madonna Povertà in convento ed è rimasto povero durante tutta la sua vita di vescovo. Il padre passionista Perrone, nel suo intervento, parlò delle numerose missioni svolte dai Passionisti nella Diocesi di Cariati, al tempo del vescovo Faggiano. Concluse l’incontro culturale l’arcivescovo  Agostino, che definì Faggiano: “uomo di preghiera, di penitenza, di povertà, di carità”. Un incontro culturale sullo stesso tema si era svolto, nell’aprile del 1987, a Salice Salentino, con la partecipazione di padre Lombardo Lonoce, di don Francesco Rizzuti, allora vicario generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, di padre Ireneo Materdomini , di don Mario Melendugno, di monsignor Settimio Todisco, arcivescovo di Brindisi, e dello scrittore Franco Colletta  (vedi “Atti” a cura dei Passionisti di Manduria, con presentazione di Rosario Faggiano, 1987).

L’APERTURA DEL PROCESSO INFORMATIVO

Il 20 novembre del 1987, Cariati, ospitando l’evento dell’apertura del processo informativo per la canonizzazione del vescovo Faggiano, è stata al centro dell’interesse del mondo ecclesiastico-religioso cattolico di tutta la Calabria e della vicina Puglia. Fin dalle prime ore della mattinata giunsero nella cittadina ionica della provincia di Cosenza, quasi tutti i vescovi della regione, da Aurelio Sorrentino, arcivescovo-metropolita di Reggio Calabria, a Giuseppe Agostino, arcivescovo di Crotone-Santa Severina, da Dino Trabalzini, arcivescovo di Cosenza, a Vincenzo Rimedio, vescovo di Lamezia Terme, da Domenico Tarcisio Cortese, vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, a Serafino Sprovieri, arcivescovo di Rossano-Cariati. C’erano inoltre il superiore Provinciale dei Passionisti della Provincia di Puglia, Lucania e Calabria, padre Ireneo Materdomini, e il rappresentante della Santa Sede, monsignor Giovanni D’Ascola.  E, poi, c’era anche, ormai più che ottantenne, l’ex vescovo di Cariati  monsignor Orazio Semeraro, successore di Faggiano, venuto dalla sua Ostuni, la cui presenza suscitò molta emozione tra la popolazione cariatese, che ebbe  per lui dimostrazioni di affetto. Numerose anche le presenze di personalità del mondo politico-amministrativo, tra cui: il sindaco di Cariati, Leonardo Rizzo; una delegazione ufficiale dell’Amministrazione comunale di Salice Salentino, il vice presidente della Regione Calabria, avvocato Rocco Trento; il vice prefetto di Cosenza; i pretori di Cariati e di Campana; il capitano dei Carabinieri della Compagnia di Rossano. La concelebrazione della Santa Messa  fu presieduta dall’arcivescovo di Reggio, monsignor Aurelio Sorrentino. Del Tribunale ecclesiastico entrarono a far parte: monsignor Giuseppe Agostino (presidente); don Alfonso Siniscalco (giudice delegato);  monsignor Antonino Terminelli (promotore di giustizia); don Renzo Bagarolo (notaio attuario); padre Serafino Pugliese (notaio aggiunto); padre Lombardo Lonoce (postulatore)”.

Vogliamo, con questo articolo, rinverdire la memoria di quell’evento, a distanza di 35 anni, e, contemporaneamente “raccontare” alle nuove generazioni la figura e l’opera di quel grande “pastore di anime” che è stato monsignor Faggiano, il vescovo che si è trovato ad operare in un contesto storico molto difficile: i venti anni che vanno dal 1936 al 1956, che comprendono storicamente la fase culminante del fascismo e la sua caduta, la II guerra mondiale, il dopoguerra, il referendum monarchia/repubblica, il 1948, la ripresa economica dell’Italia del primo decennio repubblicano.  Il processo informativo per la canonizzazione del vescovo Faggiano si chiuderà il 27 giugno del 1991, con una cerimonia che si svolse presso il Santuario dei Passionisti di Madonna d’Itria, a Cirò Marina, dove riposano dal 1981 le spoglie dello  stesso vescovo. A quell’evento furono presenti gli arcivescovi di Crotone Santa Severina (Agostino) e di Rossano-Cariati (Sprovieri). La documentazione sulla vita, le virtù e l’opera del vescovo Faggiano è ancora all’esame della Congregazione delle cause dei Santi, dalla quale si spera che possa arrivare presto la dichiarazione di “venerabilità” del vescovo-passionista, tanto amato dalle popolazioni dei paesi dell’allora molto estesa Diocesi di Cariati, 20 comuni e 30 parrocchie, tra cui Cirò, Cirò Marina, Strongoli, Melissa, Savelli, Casabona, Umbriatico, Verzino, Caccuri, Carfizzi, eccetera, dal 1979 passati alla Diocesi di Crotone-S. Severina.

IL VESCOVO DALLE MANI BUCATE

Ma chi è  stato monsignor Eugenio Raffaele Faggiano, vescovo-passionista di Cariati dal 1936 al 1956, noto come “il vescovo dalle mani bucate” (così ebbe a definirlo il suo biografo padre Anselmo Librandi, nella monografia a lui dedicata nel 1978), perché non diede mai importanza al denaro, che elargiva, al di là delle sue possibilità, ai poveri ? Ne diamo un sintetico profilo biografico-pastorale.

Ritratto di Faggiano, S. Liguori, 1987

Originario di Salice Salentino (Lecce), dove nacque  (da Donato e Concetta Leuzzi)  nel 1877, nel 1892, durante la missione predicata al suo paese dai Padri Passionisti, sentì la vocazione religiosa e l’anno successivo (1893) indossò l’abito religioso di passionista, assumendo il nome di Eugenio di s. Raffaele Arcangelo; nel 1903 fu ordinato sacerdote nella cattedrale di Taranto. Negli anni della Grande Guerra fu cappellano militare. Successivamente andò a vivere nel Convento dei Padri Passionisti denominato Don Guanella, dove insegnò ai giovani studenti, ma non per molto, perché poco dopo si trasferì a Manduria, dove nel 1925 venne eletto Provinciale dei Passionisti di Puglia e Calabria.

Quando ebbe da papa Pio XI la nomina a vescovo di Cariati (26 novembre 1935), si trovava nel Convento dei Passionisti di Laurignano (Cosenza). Raccontano i suoi biografi che, per la sua profonda umiltà, pianse e fece di tutto per esserne esonerato; ma quando il Papa gli confermò la nomina già data, accettò in umiltà ed obbedienza. Fece il suo ingresso in diocesi  il 19 maggio del ’36, e Cariati lo accolse come “il Messia”. Trascorse 20 anni a Cariati, e non deluse la sua gente; l’amò intensamente e da essa fu sinceramente riamato per le numerose opere compiute e per l’esempio di virtù dato con la sua azione pastorale. Si dimise, per motivi di salute e per l’età avanzata, dopo vent’anni di episcopato, nel settembre del ’56. Morì  nel 1960 a Manduria (Taranto), dove si era ritirato, dopo aver lasciato la Diocesi di Cariati. Nel 1981 i suoi resti mortali furono traslati e tumulati nella chiesetta del Santuario di Madonna d’Itria, a Cirò Marina, centro missionario dei Padri Passionisti, la cui costruzione fu voluta dallo stesso Faggiano fin dagli anni ’40, e realizzata nei primi anni ‘60. Su richiesta unanime dell’Episcopato calabrese e dei Passionisti della  provincia religiosa di Puglia, Lucania e Calabria, la Santa Sede ha autorizzato il Processo informativo diocesano in Calabria e in Puglia, aperto a Cariati nel novembre del 1987 e chiuso a Cirò Marina nel 1991, per cui a Lui spetta il titolo di Servo di Dio.  L’azione pastorale del vescovo Faggiano nella diocesi di Cariati fu intensa e incisiva in tutti i settori. Il suo primo pensiero fu rivolto al Seminario, che, riaprì, dopo un accurato restauro. Dotò l’istituzione del Seminario anche di una sede estiva, a Perticaro, in quel di Umbriatico, dove i chierici potevano trascorrere le loro vacanze , lontani dalle insidie del mondo. Grandi benefici derivarono a Cariati e alla sua diocesi dal ventennale operoso episcopato di monsignor Faggiano. Sorsero, in quegli anni, centri di servizio sociale, affidati ai Passionisti; fu riorganizzata l’Azione Cattolica che, specialmente tra i giovani, svolse negli anni del dopoguerra, un’importante funzione di aggregazione socio-culturale, oltre che religiosa.

 

Ingresso del vescovo Faggiano a Cariati (19-5-1936)

Processione San Cataldo con Faggiano (Cariati, anni ’40)

 

CITTADINO ONORARIO DI CARIATI  (1953)

Nel 1953 ricorreva il 50° di sacerdozio di monsignor Faggiano, vescovo di Cariati. Furono organizzati in suo onore  grandi festeggiamenti dal clero locale e dall’Amministrazione comunale. Davanti al Palazzo comunale fu allestito un palco, sul quale salirono, oltre a  monsignor Faggiano, il sindaco di Cariati (il democristiano Daniele Franza), l’on. Gennaro Cassiani, il vescovo di Crotone monsignor Pietro Raimondi. Nell’Archivio Comunale di Cariati si conserva ancora il verbale della deliberazione del Consiglio comunale del 6 settembre 1953, nel quale è riportata la “motivazione” dell’importante onorificenza, che è anche un lucido “attestato di stima” del Cariatesi verso l’amato presule salentino.  Ne riportiamo qualche passaggio più significativo:

Cariati, Episcopio e Cattedrale (cartolina anni ’60)

Venuto a Cariati nell’ormai lontano 1936, ne assunse il governo con la saldezza e lo spirito di degno figlio di Paolo della Croce, fermo nella tradizione dei grandi vescovi e si assise a padre della sua Cariati e degli altri paesi della vasta diocesi, non disdegnando di condividere le ansie dei suoi figli spirituali e muovendo alla ricerca della creazione ex novo, anche a costo di rimanere povero nelle sue modestissime sostanze, di tutte quelle opere sociali e di quegli istituti che sono necessari al rinascere della vita cristiana. Così volse lo sguardo alla sua Chiesa Cattedrale, a cui regalò un magnifico pavimento e che abbellì di banchi moderni. Indi ci ha fatto assistere, estatici e stupefatti, al fatidico sorgere di un moderno Seminario in territorio di Umbriatico, destinato alla villeggiatura dei piccoli che aspirano all’aureola sacerdotale. Ha riorganizzato le file del clero e dell’Azione Cattolica. Dedicò le sue vigili cure al Palazzo vescovile, finalmente risorto a novello splendore e non ha mancato di promuovere il restauro e la decorazione di tutte le chiese cittadine, che giacevano nel più squallido e deturpante abbandono. Ma l’opera che da anni ha assillato il suo spirito, è stata sempre la rinnovazione e l’ampliamento del Seminario Vescovile; l’opera, con sacrifici inauditi, è stata iniziata e quest’anno, dopo due anni di forzata chiusura, il vetusto e glorioso istituto sarà riaperto efficientemente e dotato di tutti i conforti moderni.  (….). L’aureola veramente più nobile del nostro amato vescovo è costituita dalle due sue prerogative predilette: l’innata modestia e la sua volontaria povertà per cui è sempre apparso agli occhi dei suoi figli, come il padre che a tutto provvede sempre vigile per il bene dei suoi e sempre dimentico delle sue doti e del suo fulgore nell’infula prelatizia, come dei suoi bisogni materiali. (….). La porta del suo palazzo vescovile, in tutti questi anni di permanenza in Cariati, l’abbiamo vista aperta per accogliere i poveri ed i diseredati, per ricevere chiunque avesse bisogno del suo valido appoggio e che ha con effusione e con entusiasmo prestato a tutti senza distinzione di ceto e di classe. Tutto a lui deve Cariati e l’intera Diocesi: il maggiore lustro spirituale  e la sua quotata ascesa fra le città dedite a Dio e alla Chiesa”.

Cariati conserva un ricordo indelebile del vescovo-passionista e gli ha intestato una scuola del centro storico e una strada alla Marina. Non poche sono state, negli ultimi anni, le iniziative culturali per rinverdirne la memoria, specie da parte degli storici locali Franco e Romano Liguori, che hanno pubblicato nel 2016 un volumetto di 52 pagine (Mons. Eugenio Raffaele Faggiano Passionista e Vescovo di Cariati dal 1936 al 1956 ) che ne traccia la biografia e ne illustra la pastoralità attraverso l’analisi delle lettere pastorali, e organizzato (il 24 novembre del 2016) un incontro culturale sulla sua figura e la sua opera, nella Cattedrale di Cariati, al quale intervennero l’arcivescovo di Rossano-Cariati monsignor Giuseppe Satriano, il passionista padre Beppe Pane, don Alfonso Siniscalco (Strongoli), il parroco della Chiesa Madre di Salice Salentino don Carmine Canoci, oltre agli storici Liguori. Il ricordo del Vescovo Faggiano rimane vivo non solo a Cariati, ma in tutti i paesi della sua ex-Diocesi, specie tra le persone che, per ragioni anagrafiche, hanno vissuto da vicino quella stagione della storia religiosa dei paesi del territorio tra Crotone e Cariati.

Franco Liguori
Storico

Foto in alto: apertura Processo informativo (Cattedrale Cariati, 20-11-1987)

 

Incontro sul vescovo Faggiano (Cattedrale di Cariati, 24-11- 2016)

 

Nota bibliografica essenziale

LIBRANDI, Mons. Faggiano il Vescovo dalle mani bucate, Manduria, 1978.
LIGUORI – F. LIGUORICariati nella storia,  Tip. Ferraro, Cirò M.,1981, pp.243-249.
LIGUORI- R. LIGUORI, Mons. Eugenio Raffaele Faggiano Passionista e Vescovo di Cariati dal 1936 al 1956, Tip. Orlando, Corigliano C., 2016 (volumetto di 52 pagine).
F.e R. LIGUORI, Di Napoli, Faggiano, Venneri. Tre figure di maestri ed educatori per l’intitolazione delle scuole elementari di Cariati, Tip. Grafosud, Rossano, 1996

 

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