“La pittura di genere”, è il titolo della mostra di pittori salentini attivi tra l’Otto ed il Novecento del secolo scorso, più altri quattro ancora viventi, nati fra il 1936 ed il 1943, che a cura del collezionista leccese Valerio Terragno, inaugura alle ore 18 di sabato 11 aprile 2026, nell’ex chiesa rinascimentale intitolata a San Sebastiano (venne edificata nel 1520), oggi sede della Fondazione Palmieri. Nel grande ed artistico salone ubicato al civico 15 di vico dei Sotterranei, nel cuore del centro storico di Lecce, potranno essere ammirati ventisei capolavori di sedici autori che hanno segnato la scena artistica dell’antica Terra d’Otranto. Sono quasi tutti oli su tela, che come si evince dal titolo della rassegna, riproducono altrettante scene di vita quotidiana, realizzate da maestri di differente orientamento e formazione.
Si tratta del leccese Luigi “Gigi” Balzani; del “figurativo” Amerigo Buscicchio, pure lui leccese, apprezzato anche per l’eccellente tecnica; di Oronzo Barba, il giovane talento scomparso prematuramente a Parigi alla fine degli Anni Ottanta (era nipote, per parte di madre, di un altro pittore “figurativo”, Gaetano Giorgino); del sarcastico Giovanni K(C)orallo, nato nel 1938, ancora attivo nel capoluogo salentino; del raffinato e poco noto Vincenzo Calò di Maglie; di Nino Della Notte, nativo di Nardò, uno dei protagonisti della rinascita della pittura salentina della metà del Novecento; dell’allievo di Giuseppe Casciaro, Giulio Pagliano di Gallipoli; del “rivoluzionario” aperto alle avanguardie novecentesche europee, Geremia Re di Leverano. Ed ancora, del fiorentino di formazione, Carlo Marangio, leccese classe 1936, uno dei pochi artisti del Sud ad essere noto a livello internazionale; di Michele Palumbo di Calimera, che nel capoluogo toscano seguì i corsi di Giovanni Fattori; dell’alfiere della “pittura di genere”, Luigi Scorrano, affinatosi nelle prestigiose botteghe di Napoli; dell’83enne Antonio Scupola di Taurisano ma da tempo residente a Lecce; dell’istrionico Ugo Tapparini, la cui pittura è in parte legata ai vizi, alle debolezze ed ai comportamenti dell’uomo a lui contemporaneo; di Lino Paolo Suppressa, artefice di un raccolto interno salentino; di Carmine Zizzari di Soleto, nato nel 1939, anticipatore nel Salento del movimento della “trasavanguardia”; del principale se non proprio unico pittore orientalista ottocentesco, Vincenzo Valente di Specchia, che per un lungo periodo della propria vita, visse in Egitto.
Con orari 10.30-13 e 17-20, la mostra potrà essere visitata sino a venerdì 24 aprile. Per info: 338-4726176.
Toti Bellone
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Foto in alto: U. Tapparini, Il padrone, olio su tela, cm. 85×105

A. Scorrano, Personaggi su un ponte, olio su tela, cm. 55×44

V. Valente, Donna con otre, olio su tavoletta, cm. 24,4×18,6