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Teatro - 18 Gen 2021

La Storia delle Giaccure Stritte (parte V)

Il percorso artistico della Compagnia teatrale salicese: nuovo capitolo a cura del regista Mimino Perrone


Spazio Aperto Salento

Parte V – Da Agatha Christie ad Aristofane

 

Per la stagione 2013 volevo fare qualcosa di diverso. Dopo le farse in vernacolo, la Commedia dell’arte, la commedia brillante e quella d’autore, volevo continuare a sperimentare nuovi percorsi teatrali. Già da tempo mi frullava per la testa l’idea di preparare un bel Giallo. Conoscevo sommariamente Agatha Christie per aver visto qualche film ispirato a sue opere (Assassinio sull’Orient Express), e alcuni telefilm con Miss Marple, ma non avevo mai letto un suo libro o una sua opera teatrale. Occorreva perciò documentarmi. Mi misi a divorare febbrilmente suoi romanzi, racconti e scoprì che aveva scritto anche, oltre a drammi radiofonici e racconti adattati per il teatro, anche sei commedie originali. Di queste una mi colpì in modo particolare per la sua trama ricca di suspense e per la sua storia: Trappola per Topi.

Tutto nacque nel 1947 quando la regina Mary, per festeggiare i suoi ottant’anni, chiese alla BBC di ascoltare per radio un giallo della Christie. Così, in fretta e furia, la Christie adattò un suo racconto dal titolo “Tre topolini ciechi”. Da questo radiodramma, nel 1952 nacque poi la commedia Trappola per topi che andò in scena il 10 ottobre dello stesso anno e da quel giorno ogni sera a Londra è sempre in cartellone.

Preparai l’adattamento della commedia in italiano e lo illustrai ai membri della compagnia che, a dire il vero, non accolsero con entusiasmo la proposta, ma non si rifiutarono di provarci. Assemblai il cast con Francesco e Loredana nel ruolo dei giovani sposi Molly e Giulio, Luigi in quello dell’ispettore Trotti, Antonio vestì i panni del Maggiore, Paola quelli della signorina Casillo, Gabriella divenne la signora Bollani, a Massimo affidai il personaggio dell’enigmatico Giangy e a Gabriele quello del napoletano Paravicini.

Trappola per topi: L’ispettore,  Molly  e  Giulio

Trappola per topi: Giulio e la  signora Bollani

La narrazione della commedia era avvincente: “Isolati in campagna a causa della neve nella pensione Castel del Monaco, i proprietari e i loro cinque strani ospiti, sono costretti ad affrontare una drammatica avventura. Tra di loro infatti si cela un assassino psicopatico che ha già ucciso una donna in città. Ma sotto quale travestimento di nasconde? Ciascuno dei presenti infatti ha qualcosa da nascondere! Toccherà poi all’ispettore Trotti, arrivato sciando, scoprire l’omicida intenzionato ad uccidere ancora. Ma la risoluzione del caso non sarà semplice”.

Iniziammo le prove in pieno inverno e finimmo a ridosso dell’estate. Preparammo la scenografia e gli arredamenti, trovammo gli oggetti di scena, Rosy fece realizzare i costumi e, dopo aver lavorato duro, eravamo pronti per l’esordio che avvenne il 15 luglio in piazza a Leverano, nell’ambito della rassegna “Teatro sotto le stelle” e, pur non essendo una “commedia da piazza”, l’accoglienza del pubblico fu abbastanza calorosa e molto positivi i giudizi degli addetti ai lavori.

Trappola per topi: L’Ispettore e Paravicini

Trappola per topi: Giangy e la signorina Casillo

Trappola per topi: a Maglie, Auditorium Cezzi

Dopo due sole repliche Loredana, che impersonava Molly, dovette trasferirsi al Nord per lavoro e perdemmo così una delle protagoniste. Chiesi a Chiara di prendere il posto di Loredana e ci rimettemmo al lavoro fino all’8 marzo 2014 quando la presentammo al Teatro don Bosco di San Pietro Vernotico. In seguito anche Massimo dovette abbandonare la compagnia e il personaggio di Giangy fu interpretato dal bravo Daniele. Continuammo a rappresentarla in location e Rassegne di tutto rispetto (tra le altre: Le Notti di San Giovanni di Squinzano, Il chiostro del Convento di Veglie, l’Auditorium Cezzi di Maglie, il Liceo Redi, etc.), raccogliendo applausi e consensi. Dopo 13 repliche, però, fummo costretti ad interromperla per problemi di copyright.

A questa commedia è legato un gustoso aneddoto che mi vide protagonista e per il quale il gruppo mi prende ancora oggi in giro: al teatro Don Bosco di San Pietro, nel presentare l’opera al numeroso pubblico, accennando la trama, preso dall’entusiasmo, poco mancò che svelassi in anticipo chi fosse l’assassino rovinando così la sorpresa.

Fino al 2015 continuammo a recitare alternativamente opere già in cartellone e per la stagione 2016, sempre spinto dal desiderio di sperimentare nuove vie, e avendo già presente chi avrebbe dovuto interpretarla, proposi alla compagnia la commedia americana Due scapoli e una bionda del grande commediografo Neil Simon, opportunamente adattata in italiano. “Una commedia ancora diversa dalle altre che, con una trama ricca di situazioni esilaranti e parossistiche, esaltava con ironia e sarcasmo le debolezze e i cedimenti della nostra vita di relazione. In poche parole, la più strampalata storia d’amore che sia mai stata scritta per il teatro”.

Questa volta la proposta fu accolta con benevolenza da parte di tutti i componenti del sodalizio e scelti i tre interpreti, ci mettemmo subito al lavoro. Il compito assegnato ai tre attori era piuttosto impegnativo perché dovevano stare in scena per quasi due ore, ma Rosy nel ruolo della bionda Sofia, Francesco nel ruolo di Gianni e Gabriele in quello di Gigi, mostrarono fin dalle prime prove di essere all’altezza del ruolo.

Due scapoli e una bionda: Sofia, Gigi e Gianni

Durante l’inverno lavorammo alacremente per circa 4 mesi e la commedia fu pronta per l’esordio che avvenne il 10 aprile 2016 presso il Teatro Don Bosco di San Pietro Vernotico e, sebbene intrisa di un umorismo molto particolare, non proprio di facile presa sul pubblico abituato alle commedie “casalure” in vernacolo, riscosse una buona accoglienza e tanti applausi. I tre interpreti furono bravissimi e per tutta la commedia riuscirono a tenere alto il ritmo e l’attenzione degli spettatori.

Due scapoli e una bionda fu rappresentata in giro con successo per 15 repliche totali durante le stagioni 2016 e 2017, poi fummo costretti ad abbandonarla per la fuoriuscita di Rosy dalla compagnia.

Ricordo con piacere che il 15 gennaio 2017 al Teatro Comunale di Mesagne, su richiesta dell’amico Vito Quaranta, la replicammo due volte di seguito nello stesso giorno, nell’ambito di una manifestazione finalizzata alla raccolta di fondi per aiutare una famiglia in gravi difficoltà economiche. Cominciammo col primo spettacolo alle 18 di pomeriggio e finimmo col secondo alle 23 con il teatro sempre pieno; stanchi ma soddisfatti!

Sempre nel 2016, invitati dal sindaco Minerva a partecipare alla “Notte bianca della cultura” di Gallipoli, Luigi preparò una pièce teatrale molto originale dal titolo “Te la cuntu e te la cantu – l’alfabeto delle parole perdute”. Fu quella un’operazione culturale di alto valore, molto ben congegnata e assortita con danze rituali, brani musicali legati alla tradizione popolare, prosa, poesia, sketch teatrali, racconti, cunti e culacchi. La pièce coinvolse quasi tutta la compagnia e fummo supportati, per la parte musicale, dall’amico polistrumentista Enzo Fina. Recitammo in un luogo molto suggestivo, la biblioteca comunale di Gallipoli allocata in una vecchia chiesa barocca dismessa nel centro storico della Città bella.

Te la cuntu e te la cantu: Francesco, Lucia, Ilaria e Mario

Te la cuntu e te la cantu: Il polistrumentista Enzo Fina

Furono protagonisti di quell’evento oltre a Luigi, Enzo e il sottoscritto, anche Ilaria, Denise, Lucia, Loredana, Francesco, Gabriele, Alessandro, Daniele ed il giovanissimo Mario Palma. Nella stessa serata replicammo lo spettacolo due volte di seguito per un pubblico selezionato ed ottenemmo un ottimo gradimento.

Te la cuntu e te la cantu: Il narratore Luigi

Te la cuntu e te la cantu: Chiangimuertu, Denise e Lucia

Te la cuntu e te la cantu: Loredana

Te la cuntu e te la cantu: Francesco

Te la cuntu e te la cantu: Alessandro e Gabriele

 Te la cuntu e te la cantu: Il cast al completo

Il desiderio di osare nuovi percorsi teatrali, la voglia di sperimentare diversi linguaggi e inoltre, elemento forse meno importante ma che ebbe il suo peso, essendo la compagnia per i due terzi femminile, ebbi l’idea per la stagione 2017 di mettere in scena un classico della commedia greca antica: Lisistrata di Aristofane.

Il tema della commedia, rappresentata per la prima volta nel 411 a.c. ad Atene durante le Lenee, vede l’ateniese Lisistrata, letteralmente colei che scioglie gli eserciti, che stanca della guerra del Peloponneso tra Sparta e Atene che si protraeva ormai da più di 20 anni, convoca le rappresentanti delle principali città greche e propone loro di attuare uno sciopero molto originale: astenersi dai rapporti sessuali con i loro uomini fino a quando non avrebbero firmato la pace.

Lisistrata: Il giuramento solenne

Preparato un opportuno adattamento ed avuto il “beneplacito” della compagnia, nell’inverno del 2017 iniziammo, non senza difficoltà, le prove.

Nel formare il cast coinvolsi quasi tutta la compagnia: affidai  ad Anna il ruolo della protagonista Lisistrata, Loredana vestì la tunica di Cleonice, Chiara quella di Mirrina e Ilaria quella della spartana Lampitò. Rosy vestì i panni della beota Karzalina (sostituita poi da Paola) e Denise quelli di Korinthina; il coro delle anziane fu interpretato da Paola (sostituita poi da Gabriella) nel ruolo di Santippe, Patrizia in quello di Tirkippide e Lucia vestì i panni di Kariatide. Coinvolsi poi Francesco nel ruolo di Cinesia (detto Il Pisellonide), Daniele (sostituito poi dallo scrivente) interpretò il Pritano dell’assemblea ateniese ed Alessandro l’ambasciatore spartano Braseide. Il coro degli anziani era composto da Franco (Giurgolakis), Antonio (Antoniopulos) e Gabriele (Marrukolao).

Mentre procedevano spedite le prove, insieme ad Anna e Loredana preparammo delle splendide scenografie e Rosy s’incaricò di far realizzare dei bellissimi costumi di scena. Lavorammo alacremente e molto laboriosa fu la messa a punto del balletto al ritmo del sirtaki.

Lisistrata: Cinesia e lo spartano Braseide

Lisistrata: Il Pritano, Marrucolao, Giurgolakis e Antoniopulos

Lisistrata: Santippe, Tirkippide e Kariatide

Lisistrata, Cleonice, Lampitò e Korinthina

Ma alla fine fummo pronti per l’esordio che avvenne il 2 aprile 2017 ancora una volta, e con successo, presso il Teatro Don Bosco di San Pietro Vernotico.

Per il tema trattato e per alcune scene, diciamo così, vietate ai minori di 14 anni, la commedia non era adatta ad essere rappresentata nelle piazze, ragion per cui, anche se molto ben congegnata e molto divertente, non ebbe molta fortuna. Durante l’estate riuscimmo a replicarla solo una volta. A causa poi di trasferimenti per motivi di lavoro e/o di studio da parte di Chiara, Denise e Daniele, e della fuoriuscita di Rosy, fummo costretti ad abbandonarla ma col fermo proposito di riproporla in un prossimo futuro. E la storia continua…

Mimino Perrone

© Riproduzione riservata

 

Nella foto in alto: Lisistrata, saluti finali.

 

(Il seguito della storia nei prossimi giorni su “Spazio aperto Salento)

 

Leggi le precedenti puntate:

I parte

II parte

III parte

IV parte