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Rubrica/Guardiamoci attorno - 29 Ott 2022

Lecce, non è più un pericolo il muretto di via Bernardino Realino

Il grosso pino le cui radici avevano minato la struttura, è stato abbattuto. Ora si spera che altri alberi prendano il suo posto


Spazio Aperto Salento

Pericolo svanito, in via Bernardino Realino a Lecce, per il muretto collassato, segnalato nell’articolo del 23 aprile scorso della nostra rubrica “Guardiamoci attorno”. Con un primo intervento, il grosso pino le cui radici avevano minato la struttura che delimita un’area privata un tempo adibita a lavaggio per auto, è stato abbattuto, e con un secondo, la parte della stessa struttura prossima a rovinare sull’antistante marciapiede, è stata rifatta.

Il muretto, lungo poche decine di metri, si trova a metà del lungo rettilineo di via Realino, che è la strada compresa fra la sezione di viale Grassi prossima all’incrocio per San Cesario, ed attraverso il sottovia del Ponte che reca lo stesso nome del paese alle porte di Lecce, la zona della Questura.

Si tratta di una via a senso unico, che sul lato destro del senso di marcia autorizzato, è dotata di un marciapiede largo un paio di metri, riservato agli spostamenti a piedi dei residenti e dei visitatori dell’unico spazio pubblico della zona, la Foresta Urbana gestita dal Wwf, ricavata in una parte dei  vecchi e grandi scavi per l’estrazione del tufo, conosciuti  come “Cave di Marco Vito”.

Il problema del muretto collassato, aveva non poco impensierito gli abitanti di via Bernardino Realino, che per riuscire ad informare il proprietario dell’area, hanno dovuto impiegare un bel po’ di tempo. E tanto perché l’uomo risultava residente fuori città. Alla fine ci sono riusciti comunque, e dopo aver acquisito le autorizzazioni necessarie, quest’ultimo si è dato subito da fare, dando seguito ai due interventi di cui s’è detto. Il grosso pino, per altro pericolante, è stato abbattuto, ed il muretto rifatto.

L’auspicio, ora, è che al posto dell’arbusto, anche per non lasciare sguarnita di verde l’area dell’ex lavaggio, ne venga messo a dimora un altro, e meglio ancora, più di uno, ma che abbia radici non in grado di scardinare muretti e neppure di sollevare i mattoni del marciapiede.

 © Riproduzione riservata 

 

Foto in alto: a ridosso delle colonnine di servizio c’era il pino abbattuto (T.B. ©) 

 

Rifatta la parte di muretto che stava per collassare sul marciapiede (T.B. ©)

I lavori in fase di ultimazione (T.B. ©)

 

 

“Guardiamoci attorno”:

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