Ospedali, servizi di emergenza e scuole insieme per garantire gli esiti migliori alle persone colpite da ictus
La “Stroke Unit” dell’Ospedale “Vito Fazzi”, il sistema 118 dell’Asl Lecce e le scuole primarie di Lecce e provincia sono stati premiati oggi, martedì 19 maggio 2026, come “Provincia Angels” in Puglia.
“Una provincia Angels – si legge in una nota degli promotori – è un territorio in cui la consapevolezza della comunità, il lavoro del personale sanitario di emergenza (EMS) e l’assistenza ospedaliera acuta sono tutte ottimizzate per assicurare esiti migliori ai pazienti colpiti da ictus. Una provincia in cui, quindi, gli ospedali, i servizi di emergenza, le istituzioni e gli educatori pubblici lavorano di concerto per fornire mani sicure alle persone colpite da ictus nelle loro comunità. L’ictus è una patologia tempo-dipendente: ogni minuto che passa, la persona che ne è colpita perde circa due milioni di neuroni. Questa perdita si traduce in una maggiore incidenza di morte e, soprattutto, di disabilità: ciò vuol dire che è fondamentale agire tempestivamente e compiere le azioni giuste”.
“Il lavoro multidisciplinare tra i diversi professionisti coinvolti nella rete ictus e la collaborazione tra ospedali e territorio – dice il Marcella Caggiula, responsabile Stroke Unit Vito Fazzi – sono fondamentali: la gestione del paziente con ictus, per la sua complessità, non può che essere interconnessa tra le varie discipline considerato il ruolo che ognuno dei professionisti svolge all’interno del percorso: il sanitario del 118 nella fase pre-ospedaliera, il medico e l’infermiere di pronto soccorso e il neurologo all’arrivo in ospedale, il radiologo nella fase diagnostica, il neuroradiologo interventista e, quando necessario, il rianimatore e il neurochirurgo. Poi, nella fase del post-ictus, oltre al medico della Stroke Unit, al fisiatra, all’infermiere, al chirurgo vascolare, al fisioterapista e al logopedista, assume importanza anche il medico di medicina generale per la continuità delle cure e il monitoraggio delle stesse”.
“Siamo estremamente soddisfatti – aggiunge Guglielmo Lucchese, direttore della Uoc di Neurologia presso l’Ospedale Vito Fazzi – per il raggiungimento di questo risultato che rappresenta un importante riconoscimento del lavoro di squadra e dell’impegno costante dei nostri professionisti nel garantire percorsi di cura tempestivi e di alta qualità. È un traguardo che conferma l’eccellenza della nostra rete assistenziale e ci sprona a continuare su questa strada”.
In questo sistema integrato, un ruolo cruciale è svolto dalla gestione dell’emergenza territoriale, primo anello della catena del soccorso.
“Nella gestione dell’ictus – afferma Fabiola Giannoccaro, direttore del Seus 118 di Asl Lecce – il Sistema di Emergenza Territoriale 118 rappresenta il primo anello decisivo della Rete Stroke e svolge un ruolo fondamentale nel ridurre i tempi di diagnosi e trattamento. Attraverso il riconoscimento precoce dei sintomi, la corretta valutazione clinica sul territorio e il rapido trasposto assistito, il Sistema 118 garantisce un tempestivo invio del paziente all’ospedale più idoneo e questo approccio consente di ridurre mortalità e disabilità permanente. Il futuro della rete Stroke, in Puglia, passa dalla capacità del 118 di riconoscere l’ictus sul territorio, prenotificare la Stroke Unit e portare il paziente nel centro giusto e nel minor tempo possibile dall’evento acuto”.
“Il personale sanitario che opera nelle Centrali Operative 118 – continua Nicola D’Angelo, responsabile della Uos Gestione Integrata Postazioni 118 Asl Lecce – è chiamato a prendere decisioni rapide e coordinate, basate su informazioni spesso limitate ma decisive. La tempestività della risposta, la corretta identificazione dei sintomi e l’attivazione immediata del percorso ictus rappresentano fattori determinanti per garantire ai pazienti l’accesso alle cure più appropriate nel minor tempo possibile. È proprio questa sinergia tra territorio e ospedale che consente di migliorare concretamente gli esiti clinici”.
In questo percorso tempo-dipendente, il Pronto Soccorso rappresenta uno snodo decisivo per garantire rapidità di diagnosi, attivazione della rete ictus e accesso tempestivo ai trattamenti specialistici. La gestione del paziente richiede infatti un’organizzazione efficiente, protocolli condivisi e una stretta integrazione tra emergenza territoriale, area dell’urgenza e Stroke Unit.
“Nel trattamento dell’ictus – dichiara Marinella Marrazzi, direttrice del Pronto Soccorso dell’Ospedale Vito Fazzi – il fattore tempo è determinante e il Pronto Soccorso svolge un ruolo centrale nella rapida identificazione del paziente e nell’attivazione immediata del percorso diagnostico-terapeutico più appropriato. È fondamentale che il paziente venga preso in carico fin dai primi minuti attraverso procedure condivise e una stretta collaborazione tra il personale dell’emergenza territoriale, i medici dell’urgenza, i neurologi, i radiologi e tutti i professionisti coinvolti nella rete ictus. Solo un’organizzazione efficiente e integrata consente di ridurre i tempi di intervento, aumentare l’accesso alle terapie tempo-dipendenti e migliorare concretamente la prognosi e la qualità di vita delle persone colpite da ictus”.
Ogni 30 minuti una persona colpita da ictus, che avrebbe potuto essere salvata, muore o rimane invalida per sempre perché è stata trattata nell’ospedale sbagliato. Il progetto Angels nasce proprio con l’obiettivo di implementare le linee guida della European Stroke globale e garantire quindi a tutti i pazienti colpiti da ictus uguali dignità di cure, ovunque essi si trovino.
A completare il percorso di cura, un ruolo sempre più centrale è svolto anche dalle tecniche di interventistica avanzata.
“L’angiografia interventistica – spiega Emilio Lozupone, responsabile della Uos di Neuroradiologia Interventistica dell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce – rappresenta oggi una risorsa fondamentale nel trattamento dell’ictus ischemico, in particolare nei casi più gravi, dove è possibile intervenire direttamente per rimuovere il coagulo responsabile dell’ictus e ripristinare il flusso ematico cerebrale. La possibilità di offrire queste procedure in tempi rapidi, all’interno di una rete ictus efficiente e ben organizzata, aumenta significativamente le probabilità di recupero neurologico e riduce il rischio di disabilità permanente”.
“La diagnostica neuroradiologica – evidenzia Adriana Paladini, direttrice della Uoc di Neuroradiologia dell’Ospedale Vito Fazzi – rappresenta un passaggio cruciale nel percorso assistenziale del paziente con ictus, perché consente di identificare rapidamente la tipologia di evento e di indirizzare il paziente verso il trattamento più appropriato nel minor tempo possibile. L’integrazione tra imaging avanzato, competenze specialistiche multidisciplinari e organizzazione della rete ictus è ciò che oggi permette di migliorare significativamente gli esiti clinici, riducendo mortalità e disabilità. Questo riconoscimento conferma il valore di un sistema che funziona grazie al lavoro coordinato e tempestivo di tutti i professionisti coinvolti nel percorso di cura”.
Migliorare il trattamento dell’ictus ed evitare perdite di tempo, costruendo un percorso condiviso che sia il più virtuoso possibile e consenta di ridurre i ritardi negli intervalli tra il tempo di arrivo in ospedale e la fase di terapia e ricovero, vuol dire salvare migliaia di vite e prevenire le possibili conseguenti disabilità. Lecce e la sua provincia si sono distinte, inoltre, per la massiccia partecipazione di circa 850 bambini al progetto “Fast Heroes”, la campagna didattica internazionale rivolta ai bambini delle scuole primarie che ha come obiettivo quello di insegnare loro, attraverso attività ludiche e video, a riconoscere i principali sintomi dell’ictus e a chiamare tempestivamente i soccorsi.
“Fast Heroes, nel nostro Paese, è portato avanti da A.L.I.Ce. Italia Odv – conclude Carlo Indino, presidente A.L.I.Ce. Lecce Odv – con l’obiettivo di insegnare ai bambini i principali sintomi dell’ictus e, allo stesso tempo, il numero da chiamare. Il tutto attraverso i racconti degli eroi Fast, ciascuno alle prese con il Trombo malefico e con uno specifico sintomo che intacca le sue speciali capacità. I nonni sono custodi di memorie e valori, ma sono anche e soprattutto un supporto concreto e quotidiano per milioni di famiglie. Sono la base solida delle famiglie. Sono una risorsa insostituibile per la crescita dei bambini e per il legame intergenerazionale. Con Fast Heroes vogliamo non solo celebrarne il ruolo così importante, ma anche contribuire a salvaguardare e proteggere la loro salute, così preziosa per tutti noi”.
“Gli ospedali e i servizi di emergenza della nostra Asl – commenta Stefano Rossi, commissario straordinario Asl Lecce – offrono competenze, mezzi e mani sicure alle persone colpite da ictus. Questo riconoscimento racconta di un lavoro multidisciplinare che attesta il funzionamento della rete ictus in tutte le sue fasi, pre-ospedaliera, ospedaliera e post-ospedaliera. Il coinvolgimento degli studenti e delle studentesse è senz’altro un valore aggiunto, capace di estendere la cultura della prevenzione e del riconoscimento del sintomo sin dai banchi di scuola. Grazie a tutte le strutture coinvolte per il raggiungimento di questo prestigioso traguardo”.
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