La Radioterapia dell’Ospedale “Vito Fazzi” di Lecce potenzia la dotazione tecnologica con l’entrata in funzione del nuovo acceleratore lineare destinato al trattamento dei pazienti oncologici. Sono iniziati oggi, mercoledì 30 settembre 2026, i primi trattamenti con la nuova apparecchiatura che consente di eseguire tutte le principali tecniche radioterapiche, dalla radioterapia conformazionale 3D alle tecniche ad alta precisione Imrt e Vmat, fino alla Radioterapia Stereotassica e alla Radiochirurgia Stereotassica.
“L’avvio dell’attività clinica – si legge in una nota dell’Asl – arriva al termine di un articolato percorso di verifica e messa a punto. L’accettazione del nuovo acceleratore si è conclusa il 30 luglio 2026 e dal 5 agosto sono state avviate le procedure di commissioning: dosimetria assoluta e relativa, acquisizione e inserimento dei dati nel software di pianificazione, test “end to end” e controlli di qualità. Le attività si sono concluse il 25 settembre, consentendo l’avvio in sicurezza, nella giornata di oggi, dei trattamenti sui pazienti. L’apparecchiatura (acquisita con fondi del Ministero della Salute, ex delibera Cipe n. 32 del 2018) dispone di diverse energie di fotoni ed elettroni e di energie Flatness Filter Free (FFF), utilizzate per trattamenti radioterapici avanzati. Il lettino, dotato di sei gradi di libertà, permette di correggere il posizionamento del paziente non soltanto nelle tre dimensioni dello spazio, ma anche rispetto ai movimenti di rotazione, aumentando così l’accuratezza del set-up e la precisione del trattamento. Un ulteriore elemento di innovazione è rappresentato dai dispositivi per l’esecuzione di trattamenti con controllo del respiro. Questa tecnologia permette di tenere conto dei movimenti respiratori durante l’irradiazione, aumentando l’accuratezza sul volume da trattare e favorendo una maggiore protezione degli organi sani situati in prossimità del bersaglio, in particolare nel torace e nell’addome superiore. Il nuovo acceleratore è inoltre gemellato con quello già operativo nel Reparto di Radioterapia, sottoposto nel giugno 2026 a un aggiornamento del software e a nuove implementazioni tecnologiche. La configurazione delle due apparecchiature consente una maggiore flessibilità nella programmazione delle sedute e contribuisce ad assicurare la continuità dei trattamenti radioterapici. Sono attualmente due gli acceleratori lineari in dotazione alla Uoc di Radioterapia del Vito Fazzi. Contestualmente sono in corso i lavori di smantellamento e sostituzione di un terzo acceleratore, dismesso nell’agosto 2026, nell’ambito del percorso di rinnovamento e potenziamento tecnologico della Radioterapia”.
“Con il nuovo acceleratore – ha dichiarato Angela Sardaro, direttrice del Reparto di Radioterapia del Vito Fazzi – sarà possibile aumentare il numero di pazienti trattati con tecniche avanzate come Imrt, Vmat, Radioterapia Stereotassica e Radiochirurgia Stereotassica. L’acceleratore può essere impiegato nel trattamento di diverse patologie oncologiche e apre alla possibilità di successivi sviluppi per trattamenti più sofisticati anche in ambito oncoematologico e pediatrico. È quindi una dotazione strategica per il nostro reparto, resa possibile dal lavoro di squadra di tanti operatori e tante operatrici, di diverse competenze e aree della Asl. Rivolgo oggi un ringraziamento speciale ai nostri pazienti per la fiducia che hanno riposto nel nostro lavoro”.
“L’entrata in funzione del nuovo acceleratore lineare – ha sottolineato Gianluca Capochiani, direttore generale della Asl Lecce – rappresenta un investimento importante per la sanità pubblica e per la nostra Azienda e segna un ulteriore passo nel percorso di potenziamento dei trattamenti oncologici nella Asl Lecce. Mettere tecnologie sempre più avanzate al servizio delle competenze dei nostri professionisti e, soprattutto, offrire ai pazienti percorsi di cura sempre più precisi ed efficaci è senz’altro motivo di orgoglio. Su questo solco intendiamo proseguire, perché la nostra Asl possa disporre di un’offerta sanitaria qualificata, tecnologicamente avanzata e a misura di paziente”.

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