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Economia - 15 Apr 2022

Salice, analisi di una crisi economica-strutturale

Intervento di Rinaldo Innocente


Spazio Aperto Salento

Lo sviluppo della digitalizzazione ha creato un nuovo fenomeno che, da tempo, ha preso piede in tutti i campi, dall’economia alla sociologia, dallo studio dei comportamenti delle persone alla spiegazione dei fenomeni atmosferici: si tratta della registrazione di una quantità sempre crescente di dati e del loro utilizzo, finalizzati ad una migliore comprensione della realtà che ci circonda.

Un utilizzo attento e costante dei dati fanno aumentare le capacità delle varie organizzazioni, sia pubbliche che private, di raggiungere gli obiettivi prefissati. Si può dedurre che i dati, oggi, sono fondamentali per effettuare un’analisi empirica su un singolo problema. Poi bisogna farne una selezione, distinguerli o raggrupparli, utilizzarli in base alle necessità e alle risposte che si vogliono dare.

Ad esempio, se il fenomeno che si vuole osservare è di natura economica, la prima distinzione da fare è tra dati microeconomici e dati macroeconomici, a seconda dell’argomento che si vuole studiare; se l’ambito da osservare è ristretto, si utilizzeranno i dati micro (significa che si vuole indagare in ambito familiare oppure aziendale), se, invece, l’ambito di indagine è più ampio, in questo caso si utilizzeranno i dati macro (studio finalizzato alla valutazione della situazione economica di un territorio).

È utile sottolineare che più dati si hanno a disposizione e più dettagliati e più vicini alla realtà saranno le informazioni ottenute e quindi i risultati raggiungibili o raggiunti. In conclusione, i dati si elaborano, si analizzano e poi si arriva a definire le logiche conclusioni, oggettivamente valide per tutti.

Questo è stato il metodo, da me applicato, in una precedente e brevissima ricerca sullo stato di salute, sotto il profilo economico e sociale, di Salice Salentino,  i cui risultati hanno evidenziato che il paziente, utilizzando una metafora di tipo sanitario, si trova in uno stato di coma profondo.

Le reazione sono state varie: dal politicante locale che ha trattato con sufficienza le argomentazioni offerte (utilizzando lo strumento dell’ironia per denigrare l’interlocutore), fino ad arrivare alla nota felice di un progettista di eventi socio-culturali, il quale mi ha informato di avere utilizzato, per fini professionali, i dati oggetto della mia breve pubblicazione. Devo dire che, nonostante il passare del tempo, nulla è cambiato nel dibattito politico salicese, anzi, parafrasando il Gattopardo, “perché tutto rimanga com’è bisogna che tutto cambi”.

Nel frattempo, personalmente non cambio idea sul fatto che la normale dialettica politica, economica e sociologica vorrebbe, invece, un confronto scevro da pregiudizi e da inutili ironie. L’utilizzo dei dati, quindi, dovrebbe essere la base, il punto di partenza per l’elaborazione delle politiche e delle strategie di intervento a favore dello sviluppo socio-economico locale. Ed una attenta analisi di essi potrebbe spiegarci, ad esempio, che al territorio non servono le mega costruzioni e i grandi appalti per crescere, se poi la ricchezza prodotta non viene distribuita in loco.

Tornando, però, all’argomento principale del presente articolo, vorrei approfittare dei pochi numeri a disposizione, utilizzando i metodi sopra citati, per continuare la misurazione dello stato di salute, dal punto di vista economico, di Salice Salentino.

Prendiamo ad esempio il comparto dell’edilizia. A marzo del 2022 il prezzo per gli immobili residenziali è stato di euro 542 al metro quadro (prezzo medio), in aumento del 15% rispetto al 2021 (dati pubblicati dal sito web “Immobiliare.it” e confermati da altre società operanti nel settore della compravendita immobiliare). Tuttavia, per meglio comprendere la crisi strutturale del settore a Salice Salentino, basta confrontare il dato con quello degli altri paesi della Provincia di Lecce. Ebbene, a parte Melissano con 520 euro al metro quadro e Guagnano con 532 al metro quadro, in tutti gli altri paesi della Provincia di Lecce il prezzo per metro quadro degli immobili residenziali in vendita, supera di gran lunga quello praticato nel nostro paese. Per cui, la domanda retorica sorge spontanea: “Quale operatore immobiliare sceglierebbe di investire a Salice Salentino, tenuto conto che siamo al terz’ultimo posto come valorizzazione degli immobili?

Un altro dato interessante è quello dell’età degli immobili, la maggior parte dei quali è stato costruito dal 1960 al 1970 e dal 1970 al 1980, con drastiche discese in percentuale per le costruzioni datate dal 2000 in poi.

Età delle abitazioni di Salice al 2020 (Fonte Immobiliare.it)

Questo significa che a Salice Salentino si costruisce poco e quello che viene costruito ha un valore molto basso, tra i più bassi della Provincia di Lecce. Sarebbe interessante, a questo punto, conoscere quanti interventi sono stati fatti, dalle varie Amministrazioni comunali che si sono succedute negli anni, a favore di questo importantissimo comparto economico, che potrebbe fare da volano per lo sviluppo strutturale del Paese. Anche in questo caso la domanda è retorica.

Eppure, ironia della sorte, da un’indagine effettuata solo qualche anno fa dal Ministero dell’Economia e della Finanza, a fronte di un reddito pro capite medio nazionale di euro 20.690,00, in Provincia di Lecce il nostro paese si classifica al 41° posto, su 96 Comuni,  con un reddito medio pro capite di euro 13.803,00. Questo significa che i salicesi guadagnano relativamente bene ma non spendono i loro soldi nel paese, se è vero come è vero che le strutture commerciali scarseggiano e molte di esse chiudono inesorabilmente.

Anche in questo caso sarebbe interessante conoscere le iniziative prese dai nostri amministratori, negli ultimi anni, a favore del commercio o anche delle strutture ricettive come Hotel, B&B, pizzerie, ristoranti, unità produttive che, notoriamente, favoriscono la distribuzione della ricchezza  sul territorio.

A conferma di tutto ciò vi sono altri dati che ci ha fornito, questa volta, l’Osservatorio Aforisma di Lecce a proposito degli effetti della pandemia di Covid19 sulle imprese salentine e, in particolare, su quelle di Salice Salentino. I risultati sono contrastanti e per certi versi sorprendenti. Infatti, il numero di aziende in Provincia di Lecce è diminuito a Miggiano, Morciano di Leuca, Bagnolo del Salento, San Pietro in Lama e Guagnano, mentre in altri Paesi la pandemia non ha ostacolato l’aumento degli insediamenti produttivi, anzi, ha favorito la crescita del dato.

La spiegazione, quella più plausibile, è data dal fatto che i paesi le cui economie sono più diversificate hanno sentito meno la crisi di quelli a maggiore specializzazione e bassa diversificazione.

Analizziamo il dato di Salice Salentino. Anche in questo caso, il nostro paese ha reagito poco e male alla crisi, segnando una variazione del tasso di crescita in percentuale dello 0,7% e collocandosi negli ultimi posti della classifica dei paesi della provincia di Lecce. Se poi il dato lo “pesiamo” inserendo la variabile della popolazione, avremo un risultato ancora più deludente.

Capisco che non è giusto girare il dito nella piaga, ma sono tutte rilevazioni necessarie per comprendere meglio il nostro territorio. Il nostro compito, quello di noi cittadini coscienziosi, è analogo a quello di un genitore che ammonisce il figlio a non ripetere sempre gli stessi errori.

Rinaldo Innocente
Dottore in scienze economiche e bancarie
Funzionario Bpp

© Riproduzione riservata

 

In foto: Rinaldo Innocente

 

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