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Musica popolare - 02 Ott 2021

“Sita”, il racconto “intimo” del rito della guarigione nell’album d’esordio di Alessia Tondo

L'artista,  voce dello storico Canzoniere Grecanico Salentino, debutta da solista. Il lavoro sarà presentato venerdì 8 ottobre, alle 19, presso “Lu Mbroia” di Corigliano d’Otranto


Spazio Aperto Salento

In piena maturità artistica, il sogno nel cassetto si fa realtà. A trent’anni di età, la cantante e musicista salentina Alessia  Tondo, vara il suo esordio da solista. Lo fa con “Sita”, nome dialettale del gustoso frutto del melograno, simbolo di buon augurio, incontro e condivisione,  dopo il successo del singolo e del videoclip “Aria”, che in poche ore ha segnato oltre 10mila visualizzazioni.

L’artista voce fissa, dal 2015, dello storico gruppo folk Canzoniere Grecanico Salentino, ha già portato dal vivo, allo “Zimbra Music Fest” di Napoli, il suo lavoro, ed ora si appresta a farlo anche nella sua terra: venerdì 8 ottobre, alle ore 19, nella bucolica cornice dell’associazione “Lu Mbroia” di Corigliano d’Otranto, in occasione della festa organizzata proprio in onore della “Sita”. Per l’esordio casalingo, Alessia Tondo si avvarrà della partecipazione di Mauro Durante (violino e tamburello) del Canzoniere e del violoncellista albanese Redi Hasa.

Prodotto da Domenico Coduto e pubblicato da Ipe Ipe Music nell’ambito della programmazione Puglia Sounds 2020-2021 (distribuzione: Goodfellas”, distribuzione digitale Artist First”), l’album “Sita” si sviluppa in otto tracce per complessivi 22 minuti di musica e canto, ed è un misto di avant folk, ricerca vocale e  suggestioni attinte dalle sonorità del cantautore britannico Nick Drage, morto suicida a soli 26 anni. Nel lavoro, la cantante narra il suo personale rito di guarigione.

Sita è il mio racconto più intimo, quello che fino ad ora avrei narrato o sussurrato all’armadio della mia stanza ed a nessun altro”, afferma l’autrice. Ed aggiunge: “È la mia rosacea, i miei perché più insidiosi, la mia luce più bella. È l’attacco di panico peggiore e il migliore antidoto per placarlo”.

E conclude: “Sita è nato dal petto e dalle viscere, in solitudine. Non ha bisogno di urlare ma di sgrovigliare; è l’esorcizzazione del malepensiero, il mio rito di guarigione che si compie col racconto. Mette a posto le sensazioni ed i pensieri. Solo dopo essere nato ha incontrato gli altri, si è fatto vedere nudo, ed ha aspettato, aspetta ancora di essere accolto”.

Dalle parole di Alessia Tondo, si intuisce che “Sita” raccoglie una vita più che una sequenza di canzoni, un riuscito esempio in cui la cultura popolare, nello specifico quella del Salento da cui l’artista proviene, è personalizzata e trasfigurata in chiave visionaria.

Alessia Tondo comincia a cantare a soli sei anni, con la nonna Immacolata, nel gruppo Mera Menhir. Ancora ragazzina, Daniele Durante, uno dei fondatori del Canzoniere Grecanico Salentino, la invita a cantare le pizziche che chiudono i concerti del gruppo. Più avanti, i Sud Sound System la vogliono come voce solista nel pezzo “Le radici ca tieni”, uno dei più passati in tutte le radio italiane.

A soli tredici anni, entra a far parte in pianta stabile dell’Orchestra della Notte della Taranta, e duetta con tutti gli ospiti che si avvicendano sul palco di Melpignano: Mauro Pagani, Goran Bregovic, Giovanni Sollima, Phil Manzanera, Carmen Consoli, Raphael Gualazzi.

Diviene poi ospite dell’Orchestra Popolare Italiana e delle numerose esibizioni tenute al Parco della Musica di Roma con Ambrogio Sparagna, i Radiodervish, Michele Lobaccaro, Ludovico Einaudi (per il quale ha scritto il testo della fortunata “Nuvole bianche”) e Admir Shkurtaj. Nel 2014, in seno alla Biennale di Venezia, debutta nel 58° festival internazionale di Musica Contemporanea.

Toti Bellone
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Alessia Tondo