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Ambiente & Arte - 01 Lug 2021

“Dai rami secchi indovinare il verde a venire”. Ultimo appuntamento di Identità Salentina

Corigliano d’Otranto ha ospitato l’incontro conclusivo della nuova edizione di “Identità salentina” promossa da Italia Nostra. Nell’ambito della rassegna “In Land Art” curata da Massimo Guastella, l’artista Teresa Vella ha presentato “Memoria e Palingenesi


Spazio Aperto Salento

Con questa recensione che conclude l’accompagnamento critico della rassegna in “In Land Art” Transazioni eco-artistiche, organizzata da Marcello Seclì, presidente della sezione Sud Salento di Italia Nostra, mi preme rimarcare l’obiettivo che l’iniziativa ha suggerito: porre l’arte a servizio della collettività, una volontà che ha coinvolto sette Masserie Didattiche e Agriturismi storici del territorio e sette artisti salentini impegnati con le loro visioni dell’ambiente.

Chi scrive l’ha seguita in ogni suo appuntamento come si può leggere su Spazio Aperto Salento. Un tour lungo un mese inaugurato il 16 maggio, negli spazi della Masseria Didattica “Casa Porcara” da Marco Mariano con Zona arancione rinforzato, un’opera che manifesta gli effetti tossici dell’uomo sulla natura che attraverso piccoli – e geometrici – germogli, è già pronta a rinascere. A seguire, presso l’Agriturismo “Sante – Le Muse”, Andrea Buttazzo con Eternity non è eternit, ha stigmatizzato l’abbandono compulsivo dei rifiuti e ha rimarcato l’importanza di agire nell’oggi per garantire un domani.

Il terzo appuntamento ha visto i lavori di Francesca Speranza, che servendosi del medium della fotografia ha realizzato Pratiche Poetiche nel Paesaggio, gli animali della Masseria “Le Stanzie”, immortalati come se fossero uomini, hanno assunto un ruolo da protagonisti. Il Floral Designer Fabio Pedone con Mostro divoratore di alberi ha trattato una ferita sanguinante per i pugliesi, figure sinistre dai lunghi tentacoli hanno infestato la vegetazione della BioMasseria “Santa Lucia”. Un tema cruciale è quello ripreso da Lauretana Paladini in Ecce Alberi, Ecce Mondo, in cui l’albero secolare dell’Agriturismo “Gli Ulivi”, è stato trasformato in altare sacro dedicato all’ambiente. Sempre frutto dei continui interventi dell’uomo sono gli elementi giallo fluorescenti dell’installazione Xilomorfosi e Dintorni che Salvatore Sava ha dipanato tra i diversi spazi dell’Agriturismo “Malcandrino”. Infine l’iniziativa espositiva di domenica 27 giugno con Memoria e Palingenesi di Teresa Vella.

Le installazioni contemporanee presentate dai sette artisti salentini saranno visitabili presso le strutture per tutta l’estate ed è in corso di pubblicazione il catalogo che documenterà l’intera rassegna.

La Masseria “Sant’Angelo” di Corigliano d’Otranto ha ospitato l’ultimo degli incontri previsti che ha trattato l’argomento “Ricostruzione agro-ecologica del paesaggio per la rinascita del territorio salentino” all’interno del ciclo “Incontri sulla sostenibilità – Il paesaggio tra natura e coltura”.

Un momento conclusivo che ha ripercorso i punti affrontati nelle giornate precedenti: L’importanza di agire per salvaguardare il nostro pianeta, ripristinare la biodiversità, gli ecosistemi e garantire un futuro sostenibile.

La volontà di recuperare il territorio e la storia del popolo è ripresa nell’installazione concettuale Memoria e Palingenesi di Teresa Vella. Salentina, classe 1959, l’artista e designer ha rivolto la sua attenzione all’ulivo – simbolo della cultura mediterranea – protagonista della rassegna e principale vittima della Xylella fastidiosa.

Nel percorso didattico proposto dalla Masseria “Sant’Angelo”, Teresa Vella ha esposto il suo lavoro, un “trittico” realizzato adoperando materiali propri del territorio: la pietra “rustica” dei muretti a secco, il carparo e la pietra leccese. Forte il senso di appartenenza al luogo, da cui questa installazione non può prescindere.

Il muretto a secco è stato realizzato con i sassi raccolti dall’artista durante la visita in altre masserie del Salento, una scelta che segnala un “problema collettivo” che ha interessato l’intero territorio. All’interno è stata disposta una cilindrica rete metallica, che accoglie le lunghe radici degli ulivi, raccolte, selezionate e ricomposte da Vella. Chiaro è il rimando ad uno scenario per nulla insolito ai pugliesi. Lunghi terrazzamenti sostenuti da muri a secco utilizzati per delimitare gli oliveti secolari e allo stesso tempo atti a trattenere l’acqua utile per le piante (ha da sempre ricoperto la funzione di arcaico, ma potremmo dire anche non invasivo, metodo di “irrigazione”). Il muretto, in armonia con lo scenario salentino, lo ha reso caratteristico. Accanto, l’artista ha inserito una seconda costruzione in carparo che, all’interno della cilindrica rete metallica, contiene tronchi e rami superstiti “estirpati dall’uomo con l’intento di risanare e ricostruire”, suggerisce Teresa Vella.

Nel complesso, l’immagine che si coglie è quella di essere dinanzi a due ossari. Un luogo di riposo finale in cui vengono conservate le spoglie del “defunto”. Una forma collettiva di riconoscimento e di riconoscenza ai custodi della Memoria mediterranea. È la raffigurazione di ciò che resta delle ricche distese che l’artista percorreva in compagnia della verdeggiante natura. Ormai da diversi anni, “ci muoviamo all’interno di grandi spazi deserti abitati da secolari ulivi tronchi; montagne di radici qua e là accatastate in attesa di smaltimento” scrive. Il senso di accoglienza e sicurezza rilasciato dal fruscio delle foglie argento appare un ricordo.

Una visione consueta che è stata stravolta dal patogeno killer sino a generare un forte senso di smarrimento. Tetri spaventapasseri dai lunghi rami bruni, secchi e fermi nel tempo come sculture, abitano la terra.

Avanzata rispetto ai “due ossari”, una composizione cilindrica resa con mattoncini bianchi – che si dispongono in un piacevole gioco geometrico – accolgono un piccolo ulivo, è la Palingenesi di una ricostruzione, che vuole indirizzare il progresso al recupero dell’equilibrio tra l’essere umano e la natura.

Il lavoro presentato da Teresa Vella è frutto della volontà condivisa dall’intera terra salentina di ripartire e “da quei rami secchi indovinare il verde a venire” – come scriveva Wang Ya-Ping nel testo in “Un albero secco”. L’artista, anche attraverso il titolo dell’opera, invita a conservare la Memoria, che salda alle spalle del giovane albero, lo orienta verso un futuro ecologico.

L’opera concettuale resterà esposta permanentemente nell’area didattica della Masseria “Sant’Angelo”, una risposta positiva ad uno degli scopi di questo progetto, che ha puntato alla diffusione dell’arte contemporanea fuori dagli spazi espositivi tradizionali e dal sistema commerciale dell’arte.

Con questo sguardo rivolto al domani si è conclusa “In Land Art” che ha avuto come tema dell’edizione 2021 Transazioni eco artistiche, allestita per la prima sessione della storica manifestazione “Identità Salentina”, con l’auspicio che possa riprendere nella prossima edizione e ci riservi il medesimo impegno e la stessa qualità di quella in corso.

Alessia Brescia
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Foto in alto: Teresa Vella, Memoria e Palingenesi, installazione, 2021, Corigliano d’Otranto, Masseria “Sant’Angelo”

 

Alessia Brescia e l’installazione Memoria e Palingenesi di Teresa Vella

Teresa Vella, Memoria e Palingenesi, installazione, 2021, Corigliano d’Otranto, Masseria “Sant’Angelo”. Particolare

Teresa Vella, Memoria e Palingenesi, installazione, 2021, Corigliano d’Otranto, Masseria “Sant’Angelo”. Particolare

Un momento dell’incontro di domenica 27 giugno

 

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