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Musica - 13 Apr 2022

“Multipersonalità”, il nuovo album del cantautore salicese Innocente


Spazio Aperto Salento

«Dieci tracce per un raccontare in maniera diretta ed ironica di quel condominio di anime e sentimenti che alberga in ognuno di noi: l’amore, la paura, i fallimenti, le scelte, le libertà. Ognuno è un “condominio senza padrone”, a noi tocca solo saper convivere con le “persone” che lo abitano, tutte con il medesimo valore, quello che cambia sono solo le sfumature». Così viene introdotto l’ultimo lavoro discografico di Innocente, nome d’arte di Giorgio Innocente, artista originario di Salice Salentino.

Si tratta di un cantautore di talento: un artista sorprendente per la ricchezza dei suoi brani, tutti nati da una spiccata sensibilità e capacità di cogliere “poesia”, temi ed ispirazione da ogni attimo e aspetto dell’esistenza, anche quelli “intimi”, complessi o più remoti della personalità. Le sue composizioni sono, peraltro, musicalmente raffinate, piacevoli, articolate ed innovative.

«Multipersonalità – si legge fra l’altro nella nota di presentazione – è prodotto da Fabrizio Brocchieri per CinicoDisincanto (distribuzione Artist First). Comprende canzoni e sonorità contemporanee. È un album nato “alla vecchia maniera”: in studio, alle prese con le “canzoni nude”. Per questo motivo la produzione artistica è firmata da tutti quelli che hanno partecipato, in qualsiasi modo, a questa “vestizione”: Giorgio Innocente, Fabrizio Brocchieri, Mauro Parma, Enzo Proietti, Gaetano Puzzutiello, Peppe Stefanelli e Paolo Varoli. La foto di copertina è di Samuele Leonardi ed è ispirata alla figura di Schroeder, il famoso personaggio della striscia a fumetti Peanuts. Il progetto grafico è firmato da Ilaria Scattina».

Scritto durante il lockdown, il nuovo album di Innocente tocca raramente le vicende della pandemia. «Probabilmente – dice l’autore – con una frase di “Ottobre”, che dice “abbiamo perso cento milioni di abbracci / ma in fondo ciò che conta è come le persone le guardi”, per un attimo ci sono cascato, ma è solo una frase tra dieci testi. Non trattare questo tema non è stata una scelta ma una conseguenza, la volontà di voltare pagina e non incappare in banalità, la voglia di estraniarmi dal monopolio dialettico di questi anni».

«Stati d’animo e sentimenti contrapposti – aggiunge Innocente – coabitano in Multipersonalità: gli attimi di rabbia e sconforto di “Eppure sono felice” (nella mia mente il brano nasce dicendo “mi sono rotto il cazzo di…” ma poi mi sono detto: “è troppo diretto” e così l’ho sostituito con la frase “eppure sono felice”); l’amore ideale e malinconico di “Claudia”, una figura che appare spesso e inaspettatamente tra le tracce, e quello perduto de “Il quadro e lo specchio”. Ed ancora i racconti delle notti insonni di “Sottocoperta”: da quando vivo da solo ho il vizio di addormentarmi con la televisione accesa, senza non riesco a prendere sonno. Il perché non lo so, fatto sta che senza i rumori, i pensieri affiorano e la mattina, così, risale. Per questo il termine “Sottocoperta”, una sorta di protezione. Qualcuno potrebbe sentirsi protetto da una stanza accogliente ed un camino, altri semplicemente con il sesso, altri ancora suonando. Ad ognuno la sua protezione. Ma anche “Il dialogo delle voci”, dei pensieri che in “Cosa c’è” si inseguono nella mente e della paura dei cambiamenti che affiora».

Il brano “Lo scrittore” apre l’album. «Uno dei più intimi che abbia mai scritto – racconta Innocente – perché descrive una lotta interiore tra il me accademico, con la mia laurea in economia dell’ambiente e dello sviluppo, ed il me scrittore, appunto. Un dualismo che va avanti da anni. Forse anche questo fa parte della paura delle scelte anche se, fossi ai piedi di uno strapiombo e mi chiedessero di scegliere tra le due realtà, non avrei dubbi”.

La composizione “Tempo binario”, infine, merita un’attenzione particolare: «È stata – evidenzia Innocente – quella più difficile da metabolizzare e da scrivere. La paura principale di trattare una tematica come il superamento del binarismo di genere è quella di essere banali. Essere liberi di sentirsi e di essere ciò che si vuole ha un valore inestimabile. In fondo siamo nati per vivere, in che modo si viva non ha tanta importanza».

I musicisti che hanno preso parte all’album sono: Giorgio Innocente (pianoforte), Pierluigi Bastioli (trombone), Davide Ghidoni (tromba), Mauro Parma (batteria), Marco Postacchini (sax), Enzo Proietti (pianoforte, tastiere, fisarmonica), Gaetano Puzzutiello (basso e contrabbasso), Peppe Stefanelli (percussioni e colori), Paolo Varoli (chitarre), Juan Carlos Albelo Zamora (violino e viola); Glorius4 (cori in “Tempo binario”), Gerardo Di Letizia (chitarre in “Eppure sono felice”), Tommaso Danielli (batteria in “Eppure sono felice”), Fabio Angeli (basso in “Eppure sono felice”)

Per la realizzazione del progetto, hanno collaborato Agnese Carrubba, Federica D’Andrea, Cecilia Foti, Mariachiara Millimaggi, Alessia Zulli, Chiara Spalluto e Paolo Innocente

 

Foto in alto: il cantautore salentino Innocente

 

La copertina del Cd

 

Ascolta il brano “Eppure sono Felice”:

 

 

 

 

 

 

 

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